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Tea Donati

Tea è un’instancabile ricercatrice.
Di pilates, di yoga, del corpo, dell’anima, del mondo. Sarà perchè è una filosofa e non smette mai di farsi domande e cercare risposte.
Ve ne accorgete anche senza parlarle, dallo sguardo e dal suo modo di insegnare senza trascurare il minimo particolare.

Bio

Il mio percorso di ricerca nel mondo del movimento corporeo inizia per caso nel 2010. Proprio mentre iniziavo il mio percorso di studi in Filosofia all’università, decido di provare una lezione di pilates: io che mai mi ero appassionata a uno sport trovo finalmente la giusta combinazione tra movimento e introspezione, in questa disciplina così fortemente improntata sullo sviluppo della propriocezione. Dopo un paio di anni di pratica regolare, in cui scopro una percezione del mio corpo più consapevole e forte, decido di seguire la formazione secondo il metodo Stott e inizio a insegnare presso diverse associazioni sportive milanesi.

Continuo poi la mia formazione con Viviana Ghizzardi, in cui scopro un’interessante integrazione tra pilates e yoga, nonché una fonte di ispirazione nel suo continuo lavoro per adattare le tecniche pilates alle esigenze di tutti, essendosi lei specializzata in pilates adattato ai malati di Parkinson. Ultimo i miei studi universitari occupandomi della tematica della percezione del proprio corpo e dello schema corporeo dal punto di vista filosofico e neuroscientifico, sentendo sempre più il bisogno di un pensiero filosofico che abbia come punto di partenza l’importanza del corpo.

La mia vita procede come su due binari paralleli, lo studio della filosofia da una parte e la pratica del corpo con il pilates dall’altra, finché queste due passioni non trovano la perfetta unione nel mio incontro con lo yoga. La scintilla che si accende in me, in un periodo di profondo buio subito dopo una lezione (proprio nel magico Mondō!), è l’inizio di un nuovo percorso tuttora in piena evoluzione. Così, mentre ottengo la mia laurea magistrale con un elaborato sullo schema corporeo e sulla percezione che abbiamo del nostro corpo, dal punto di vista filosofico e neuroscientifico, inizio la formazione come insegnante di yoga. Ho conseguito il modulo base di 200 ore con Shiva Rea, leading teacher del Prana Vinyasa Flow, uno stile di yoga focalizzato prima di tutto sull’embodiment e sulla consapevolezza della nostra relazione con gli elementi naturali che ci circondano e avvolgono. Ho poi approfondito il mio interesse per l’Ayurveda, nella sua connessione alla pratica yoga prima di tutto, conseguendo la certificazione di 100 ore con la formidabile maestra Marialaura Bonfanti, con la quale inizierò ora un percorso di formazione legato allo yoga in gravidanza e nel post parto. Dal 2016 mi interesso infatti alla tematica del dopo parto, collaborando con l’associazione Mammafit e continuando a ricercare validi strumenti per il recupero graduale della muscolatura addominale e del pavimento pelvico nel periodo successivo al parto.

Oltre alla ricerca di una pratica in armonia con i ritmi naturali, secondo la saggezza ayurvedica, è inoltre fondamentale per me che la pratica delle āsana sia sicura, precisa ed efficace nel pieno rispetto dell’anatomia di ogni corpo ed è per questo che sto ultimando la formazione da 300 ore con Jason Crandell, nominato da Yoga Journal “one of the teachers shaping the future of yoga”. La sua passione e curiosità per lo studio dell’anatomia hanno ancora una volta cambiato la mia percezione del corpo e mi ispirano nel trovare sequenze creative, in cui coltivando forza, flessibilità e stabilità nella muscolatura si crea una potenziale base per ritrovare queste qualità anche nella nostra mente e nella vita al di là del tappetino. Ovviamente il mio amore per la filosofia non si è spento, ma anzi è all’inizio di un nuovo viaggio di esplorazione a Oriente: oltre ad aver seguito una formazione con Bo Forbes sul lavoro di supporto che la pratica yoga può fornire in campo di giustizia sociale, ho soprattutto trovato un valido punto di riferimento in Diego Manzi nello studio della filosofia classica dell’India. Con lui ho gettato inoltre le basi della lingua sanscrita e ho esplorato tecniche quali la costruzione e la pratica di meditazione sugli yantra, nonché diverse pratiche di mudrā e mantra. Collaboro infine con la onlus Moov-it per la quale tengo corsi di yoga adattati a persone affette da patologie cronico degenerative: proprio attraverso questa esperienza, certamente sfidante, ho compreso davvero quanto la pratica delle āsana possa essere riplasmata secondo le esigenze di ogni corpo, pur mantenendo quella qualità, quasi indescrivibile, che rende lo yoga qualcosa d’altro che un semplice movimento del corpo.